
Il riferimento per gli assistenti sanitari applicabile nel 2026 non si limita a un aggiornamento pedagogico del diploma di Stato. Si articola con un testo che ne modifica la portata pratica: il decreto del 26 giugno 2026 che fissa la nuova lista degli atti infermieristici. Questo secondo testo amplia il perimetro di ciò che gli infermieri possono delegare e, per riflesso, di ciò che gli assistenti sanitari sono chiamati a realizzare quotidianamente. Comprendere questa meccanica implica leggere i due testi insieme.
Decreto del 26 giugno 2026 sugli atti infermieristici: il testo che cambia le regole per gli assistenti sanitari
La maggior parte dei contenuti disponibili tratta del riferimento DEAS derivante dal decreto del 26 febbraio 2025 come se fosse l’unico a contenere i nuovi atti per assistenti sanitari 2026. La realtà normativa è più complessa.
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Il decreto del 26 giugno 2026 porta la lista degli atti infermieristici da 46 atti a 72 atti, suddivisi in quattro categorie: ruolo proprio, atti su prescrizione o protocollo, atti su prescrizione con possibile presenza medica e partecipazione ad atti medici. Questa estensione del perimetro infermieristico ha una conseguenza diretta sulla professione di assistente sanitario.
Numerosi gesti precedentemente riservati esclusivamente agli infermieri diplomati possono ora essere oggetto di delegazione strutturata sotto protocollo infermieristico. È questo meccanismo di collaborazione IDE/AS, ancorato al nuovo decreto di atti, a costituire il vero cambiamento del 2026. Il riferimento alla formazione DEAS prepara i futuri diplomati a questi gesti, ma è proprio il decreto di giugno 2026 a aprire la possibilità giuridica.
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Per padroneggiare il riferimento per assistenti sanitari 2026 da conoscere, è quindi necessario leggere il riferimento DEAS e il decreto sugli atti infermieristici come due parti di un unico dispositivo.

Atti tecnici sotto protocollo: cosa implica in pratica la delegazione IDE/AS
La delegazione sotto protocollo non è una novità assoluta. Ciò che cambia è la sua estensione e la sua strutturazione. Il quadro 2026 formalizza situazioni in cui l’assistente sanitario interviene su cure tecniche (bendaggi semplici, monitoraggio di parametri, alcune somministrazioni di farmaci) a condizione che un protocollo redatto dall’infermiere inquadri ogni gesto.
Questa logica si basa su tre condizioni cumulative:
- Un protocollo scritto, validato dall’infermiere referente, che descrive il gesto, i suoi limiti e i criteri di allerta
- Una valutazione preliminare delle competenze dell’assistente sanitario da parte del team di cura
- Una tracciabilità nel dossier di cura, con ritorno sistematico all’infermiere in caso di anomalia
Il protocollo non trasforma l’assistente sanitario in infermiere. Struttura una collaborazione in cui ogni professionista rimane nel proprio campo di responsabilità. L’infermiere prescrive e supervisiona, l’assistente sanitario esegue in un quadro delimitato. I riscontri sul campo divergono su questo punto: alcune strutture hanno già collaudato questa organizzazione, altre faticano a formalizzare i protocolli per mancanza di tempo infermieristico disponibile.
Aggiornamento delle competenze per gli assistenti sanitari diplomati prima del 2021
Il riferimento 2026 riguarda in primo luogo gli studenti in formazione iniziale. Per i professionisti già in servizio, la situazione dipende dalla data di conseguimento del diploma.
Gli assistenti sanitari diplomati prima del decreto del 10 giugno 2021 sono i primi a essere interessati da un bisogno di aggiornamento. La loro formazione iniziale non includeva i blocchi di competenze introdotti dalla riforma del DEAS, né la dimensione della collaborazione tecnica con l’infermiere come si delinea oggi.
Numerosi organismi offrono corsi brevi di aggiornamento. La Croce Rossa Competenza, ad esempio, struttura questi percorsi attorno a moduli mirati. Il formato privilegia sessioni di pochi giorni, compatibili con il mantenimento in servizio. Il contenuto riguarda gli atti tecnici delegabili, il contributo al dossier di cura e gli strumenti digitali in sanità.
Un impegno formativo che si basa in gran parte sugli istituti
I dati disponibili non consentono di concludere sul tasso reale di professionisti già formati. Il finanziamento di questi aggiornamenti passa attraverso i piani di formazione degli istituti, il conto personale di formazione o dispositivi di settore. In un contesto di tensione sulle effettive disponibilità di assistenti sanitari, liberare tempo per la formazione rimane una sfida organizzativa importante per le direzioni degli istituti.

Riferimento DEAS 2026 e livello 4: cosa modifica il rialzo nella formazione
Il diploma di Stato di assistente sanitario è ora classificato al livello 4 del quadro nazionale delle certificazioni, equivalente al diploma di maturità. Questo rialzo non è cosmetico. Si traduce in una strutturazione in blocchi di competenze valutabili indipendentemente, un aumento del volume di tirocini clinici e un rafforzamento degli insegnamenti teorici.
Tra gli assi rafforzati:
- La valutazione clinica: osservazione strutturata dello stato di salute, identificazione dei segni di allerta, trasmissione mirata all’infermiere
- Il ragionamento clinico: capacità di collegare osservazioni a situazioni di cura, di adattare la propria pratica in base al contesto
- Il digitale in sanità: utilizzo dei software per il dossier del paziente, tracciabilità informatizzata degli atti, rispetto del quadro RGPD
Questo passaggio al livello 4 riposiziona l’assistente sanitario come un professionista della salute a pieno titolo nel team di cura, con competenze valutate e documentate. Apre anche, nel lungo termine, passerelle verso altre formazioni del settore sanitario.
Responsabilità giuridica e nuovi atti per assistenti sanitari: una zona da chiarire
L’ampliamento del perimetro di intervento solleva una questione che i testi attuali non risolvono completamente: dove si colloca la responsabilità in caso di incidente su un atto delegato? Il quadro giuridico si basa sulla collaborazione IDE/AS, in cui l’infermiere si assume la responsabilità sul protocollo che redige e l’assistente sanitario sull’esecuzione conforme di questo protocollo.
In pratica, il confine può diventare sfocato. Un assistente sanitario che esegue un atto tecnico senza un protocollo aggiornato, o in un contesto clinico che supera il quadro previsto, si espone a un rischio giuridico. La MACSF ricorda che la collaborazione infermiere/assistente sanitario deve rimanere inquadrata da protocolli scritti e tracciabili.
Questa dimensione giuridica meriterebbe di essere meglio integrata nei corsi di aggiornamento. I professionisti in servizio che ampliano la loro pratica senza un quadro formalizzato si trovano in una zona grigia che né il riferimento DEAS né il decreto di giugno 2026 coprono esplicitamente.